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 UN BILANCIO RAPPEZZATO
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Rassegna stampa


L'allontanamento del capogruppo dell'Ulivo:
un fatto gravissimo

 

 

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intervento del consigliere Vincenzo Landolfo al Consiglio Comunale del 12 giugno sul bilancio 2003

Premessa

E’ stato sufficiente un anno di gestione per renderci conto dell’incapacità amministrativa e di tutti i limiti di questa Amministrazione. I danni che hanno già arrecato ai cittadini di Recale in solo 1 anno sono incalcolabili, se pensiamo che le Loro omissioni hanno contribuito in modo determinante e irresponsabile alla bocciatura dei P.I.P e del P.R.G..

E non finisce qui.

Con la proposta di bilancio 2003 – 2005 e la relazione revisionale e programmatica, che questa sera ci propongono di approvare, stanno aggravando ulteriormente la situazione soprattutto dei bilanci familiari di tutti i cittadini di Recale.

Infatti in questa proposta di bilancio (irresponsabile e illegittima) i Nostri amministratori ci propongono un aumento di oltre il 50% di tutti i tributi Comunali, senza alcuna giustificazione tecnica contabile. Credo che in nessuna realtà locale si sia mai verificato in incremento delle tasse in modo cosi eccessivo.

Ma la cosa peggiore è che tutti questi soldi in più che preleveranno dalle tasche dei cittadini di Recale non porteranno alcun beneficio in termini qualitativi e quantitativi dei servizi offerti, basti pensare ai problemi che hanno già creato con l’emissione errata delle fatture per la riscossione dei tributi sui rifiuti solidi urbani: grazie al manifesto chiarificatore in cui l’assessore scaricava le colpe sui dipendenti comunali, la gente non sa come si deve comportare per regolarizzare la propria posizione. Tutto questo grazie alla brillante idea dei nostri Amministratori di smantellare l’organizzazione della macchina Comunale che la passata Amministrazione con tanti sacrifici e lavoro era riuscita a rendere efficiente ed efficace, con personale altamente qualificato e supporti informatici dell’ultima generazione.
Questo risultato è stato reso possibile dal fatto che l’Amministrazione dell’Ulivo aveva un progetto politico chiaro ed era nata intorno ad un programma di rinnovamento di Recale, che è stato sempre al centro della sua attività amministrativa.
L’amministrazione Porfidia, invece, nata su alleanze politiche equivoche, senza un programma concreto e senza idee, è dominata da forti interessi personali che impediscono di realizzare gli obbiettivi di interesse collettivo.
Questo è dimostrato dalla lunga schiera di consulenti e professionisti a scavalco chiamati dietro congrua retribuzione a spese dei contribuenti di Recale e che poco frequentano gli uffici comunali. Se ne sono accorti anche i Revisori dei conti che in un loro suggerimento rilevano che “nonostante la disponibilità e lo spirito di sacrificio del personale assegnato, la struttura finanziaria presenta una debolezza strutturale dovuta, soprattutto, alla mancanza di un responsabile di ruolo” e invitano l’Ente “a voler attribuire maggior attenzione a tale struttura e destinare ad essa le giuste risorse umane e finanziarie”.

Un altro grave ed irresponsabile provvedimento è quello del condono dei tributi locali, che certamente non incentiva i cittadini a rispettare le regole e ad adempiere al proprio dovere, ma fa si che i furbi diventano più furbi, e gli onesti perdono quel minimo di speranza che il Comune faccia rispettare le regole.
Tutto ciò quando nel corso di un anno intero questa amministrazione non è riuscita a intraprendere nessuna azione per il recupero di oltre 4 miliardi di vecchie lire di tributi che restano ancora da riscuotere. Ma la cosa ancor più grave è che la Relazione Previsionale e Programmatica di questo bilancio tra gli obbiettivi (che non ci sono) non fa alcun cenno ad eventuali provvedimenti da adottare per recuperare queste risorse e per evitare le responsabilità del grave danno erariale che la mancata riscossione procurerebbe alle casse comunali.

Se l’Amministrazione avesse nei propri obbiettivi quello di fare gli interessi della comunità, dovrebbe senz’altro mettere in campo strumenti adeguati per il recupero delle somme accertate e giacenti. Inoltre dovrebbe mettere tutti i cittadini in condizione di compiere il proprio dovere contributivo nella maniera più agevole semplificando e razionalizzando tutte le procedure nonché diffondendo le informazioni sui regolamenti e sulle agevolazioni previste anche attraverso il sito internet del Comune, della cui esistenza probabilmente questa amministrazione non si è ancora accorta, a dimostrazione della sua modernità culturale e della competenza in materia di nuove tecnologie dell’informazione.

Per portare più risorse nelle casse del Comune non è affatto necessario aumentare le tariffe in una misura così esagerata da mettere in grosse difficoltà i bilanci delle famiglie già colpite dalla crisi economica in atto e da un’inflazione galoppante: lo dimostra la politica tributaria del “PAGARE TUTTI PER PAGARE MENO” portata avanti nei quattro anni di gestione dell’Amministrazione dell’Ulivo, che ha creato un nuovo clima di fiducia nei cittadini e ha consentito al Comune di Recale di recuperare significative fasce di evasori, come è dimostrato dai dati contabili che vedono incrementate le entrate tributarie da 770 milioni circa registrati nel conto consuntivo del 1997 (data in cui si insediò l’Amministrazione dell’Ulivo) a 3 miliardi circa registrati nel conto consuntivo del 2001.
Solo grazie a questo recupero abbiamo potuto onorare buona parte dei debiti fuori bilancio per oltre 1 miliardo di vecchie lire che si erano formati negli anni passati per l’inerzia e l’incapacità degli stessi amministratori che oggi ci propongono questo bilancio rattoppato.
Di fronte a tutto il lavoro svolto dalla passata Amministrazione in campo finanziario come è dimostrato dai fatti e dai numeri, non avete saputo fare altro che denigrare, sbandierando ai quattro venti un BUCO finanziario di oltre 500 mil.. Ma “LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE”, perché a dicembre siete stati smascherati, in quanto le previsioni di bilancio 2002 fatte dalla passata Amministrazione di centrosinistra si sono rivelate più che corrette, tanto è vero che il bilancio 2002 porterà nel prossimo conto consuntivo (se riuscirete a farlo entro i termini previsti) un avanzo di amministrazione di oltre 1 miliardo di vecchie lire che si aggiunge ai 4 miliardi di tributi da riscuotere che giacciono indisturbati.
Dopo questa premessa a questo punto entriamo nel merito di questa proposta di bilancio 2003 - 2005 e della relazione revisionale e programmatica 2003 - 2005, (se cosi si può si può chiamare un documento in cui le pagine più importanti sono state lasciate in bianco: le pagine 25, 27, 29, 31, 33, 35 che secondo il legislatore andavano compilate con le valutazioni e le dimostrazioni dei gettiti di tutte le risorse di entrata sono state lasciate vuote. In presenza di provvedimenti che incrementano le tasse del 50 %, mi viene il dubbio che vi sia mancato il coraggio di riempirle).

Il Ministero degli Interni per la finanza e la contabilità degli Enti Locali ha individuato i principi che devono sovrintendere alla redazione del Bilancio dei comuni, tra questi:

CHIAREZZA, COERENZA, VERIDICITA’, E CONGRUITA’.

In base a questi principi ed al fine di conoscere gli indirizzi politici-Amministrativi contenuti nella proposta di bilancio e nella relazione revisionale e programmatica 2003-2005 messa all’ordine del giorno, i Consiglieri Comunali del gruppo dell’Ulivo, con richieste prot. 4111 del 20/5/03, invitavano il Sindaco, il Responsabile del settore finanziario, e l’Assessore alle finanze a voler provvedere in tempo utile a fornirci atti e documenti a chiarimento ed integrazione della proposta di bilancio, che ci mettesse in condizioni di elaborare gli emendamenti che avremmo ritenuto necessari. Trascorsi inutilmente 9 giorni dalla richiesta, il sottoscritto nella seduta di Consiglio Comunale del 29/5/03 con comunicazione a verbale sollecitava la richiesta al Presidente, consegnando nuovamente nelle mani della Segretaria Comunale una ulteriore copia della richiesta protocollata. Ad oggi, dopo 22 giorni, né il Presidente né il Responsabile del servizio finanziario, né il Sindaco si sono degnati di darci una risposta. E questo a nostro avviso la dice lunga su ciò che questa sera la maggioranza intende fare, cioè ripetere quello che hanno fatto nei passati Consigli Comunali, (negandoci tutti i diritti di Consiglieri Comunali, non mettendo ai voti le nostre proposte, non rispondendo alle nostre interrogazioni e alle nostre richieste di chiarimenti): approvare la proposta senza dare alcuna spiegazione né ai Consiglieri Comunali dell’opposizione, né ai cittadini presenti in aula.

Per questa proposta di bilancio di previsione 2003 – 2005 non sono bastate due elaborazioni per copiare (male) dal vecchio bilancio 2002 i dati finanziari. Infatti anche la seconda bozza di proposta che hanno elaborato (copiata peggio) è risultata secondo il parere dei Revisori dei conti illegittima e non meritevole di un giudizio favorevole.

L’Assessore alle finanze attraverso la stampa locale ha affermato che la proposta finanziaria che hanno elaborato è perfetta, dimenticando che la legge attribuisce al Collegio dei Revisori il compito di controllare la legittimità del bilancio, e motiva la sua affermazione sostenendo che perfino l’opposizione, che aveva anticipato il proposito di presentare numerosi emendamenti, non ne abbia poi presentato nessuno.

Caro assessore, secondo lei si può emendare una proposta illegittima?

Caro Assessore, io penso che lei o non ha letto le relazione dei Revisori dei conti, o la ha letta ma non ha capito niente, o ha capito tutto, ma ha la gran faccia tosta di negare l’evidenza. Non mi meraviglia che lei neghi l’evidenza perché questa capacità è nel DNA della parte politica nella quale lei milita. L’abbiamo visto nei giorni scorsi quando di fronte a un schiacciante sconfitta elettorale il centrodestra continuava a sostenere di aver vinto la competizione.

Per quanto riguarda la mancata presentazione di emendamenti da parte nostra è perché la Vostra proposta tecnicamente e politicamente è illegittima (vedi la relazione dei revisori dei conti) quindi inemendabile.

Entrando nel dettaglio della proposta finanziaria evidenziamo i punti sostanziali che rendono la proposta illegittima e improponibile tecnicamente e politicamente:

- E’ ILLEGITTIMA in quanto non rispetta l’equilibrio finanziario corrente perché sono state impropriamente iscritte al titolo III cat.5 entrate per oneri di urbanizzazione già previste al titolo IV, che vanno quindi ad alterare l’equilibrio previsto dalla normativa vigente per il bilancio corrente. Per vostra memoria, riportiamo il testo dell’Art. 162 comma 6 DLG 267/2000: “Le previsioni di competenza relative alle spese correnti sommate alle previsioni di competenza relative alle quote di ammortamento dei mutui e dei prestiti obbligazionari non possono essere complessivamente superiori alle previsioni di competenza dei primi tre titoli dell’entrata e non possono avere altra forma di finanziamento”.

- La relazione previsionale e programmatica 2003 – 2005 non è stata elaborata nella sostanza nel rispetto dei criteri stabiliti dalla normativa vigente T.U.E.L. In particolare nella relazione previsionale e programmatica non c’è nessuna analisi delle risorse di entrata e nessuna dimostrazione del gettito previsto in bilancio, cosi come richiesto dal legislatore nello schema della relazione previsionale e programmatica, dove quelle pagine sono rimaste bianche.

- Le delibere di determinazione delle tariffe allegate al bilancio e parte integrante dello stesso, tecnicamente non sono conforme alle prescrizioni normative e politicamente sono inique e insostenibili verso i contribuenti per i seguenti motivi:
a) la delibera che aumenta l’I.C.I. colpisce con un aumento del 19% i cittadini che hanno più di un’abitazione e tartassa in maniera insostenibile chi dispone solo della casa in cui abita, portando l’aumento addirittura oltre il 50%;
b) la delibera che incrementa del 50% la tariffa dei Rifiuti Solidi Urbani è stata elaborata facendo riferimento a dati sbagliati. Infatti mettendo a confronto le tabelle, ci si accorge che i dati relativi ai nuclei familiari, alla loro composizione, e ai mq imponibili, sono gli stessi della delibera di determinazione della tariffa per l’anno 2002. Questo significa che avete copiato la delibera precedente senza tener conto delle variazioni dei nuclei familiari e delle unità abitative intervenute nell’arco di un anno intero.
c) La delibera che incrementa del 50% le tariffe dell’acqua è illegittima perchè nella determinazione delle stesse non sono stati rispettati nella sostanza i criteri stabiliti dalla deliberazione Cipe del 18 dicembre 1997 n. 248 “Nuovi criteri per determinare le tariffe di acquedotti e fognature”. Inoltre, facendo un semplice calcolo (che voi non avete fatto) si scopre che l’incremento previsto porterà un gettito superiore ai costi da sostenere, in contrasto con la normativa che prevede che gli incassi derivanti dal servizio acquedotto, non possono essere superiori alle spese.

Negli anni scorsi, per rispettare i parametri di Maastricht, gli italiani hanno affrontato gravi sacrifici, con la consapevolezza che tale sforzo sarebbe servito a conseguire un obbiettivo nazionale importante, che è stato raggiunto con l’ingresso a pieno titolo dell’Italia in Europa.
Ma i sacrifici ancora più gravi che che questa amministrazione vuole imporre ai cittadini di Recale, a quale importante risultato ci porteranno?

Quale vantaggio trarrà la popolazione recalese da questa aumenti tariffari causati solo dall’incapacità amministrativa, probabilmente finalizzati solo ad allargare la schiera di consulenti esterni, come si intuisce dal fatto che la Relazione Previsionale e Programmatica non ne definisce neanche il numero?

Questo bilancio in sostanza non prevede nessuna realizzazione concreta a favore della nostra città a cui destinare questi 700 milioni di aumenti prelevati illegittimamente dalle tasche dei cittadini.

Per questi motivi, il Gruppo dell’Ulivo vista la relazione negativa del Collegio dei revisori dei conti, e ritenendo tale proposta illegittima per i motivi sopraesposti e quindi non meritevole di approvazione, per l’interesse della collettività Recalese.

Propone

- di rinviare l’approvazione della proposta di bilancio annuale 2003 –2005 e la relazione previsionale 2003 – 2005.
- di correggere la documentazione secondo le indicazioni contenute nella relazione dei Revisori dei conti, e nel rispetto dei principi della CHIAREZZA, COERENZA, VERIDICITA’, E CONGRUITA’.
- di rivedere le delibere di determinazione delle tariffe sulla base delle reali necessità economiche e finanziarie dell’Ente, tenendo conto di tutte le risorse disponibili accertate alla data.
- di prevedere nella prossima revisione della proposta l’integrazione salariale al 100% degli ex Lavoratori socialmente utili.