RASSEGNA STAMPA febbraio 2003

Patrocinio "controtendenza" per la Marcia degli scout
SILVESTRO MONTANARO da "Il Mattino" 21 febbraio 2003

In occasione della 77° Giornata Mondiale del Pensiero, il Gruppo Scout "Recale 1" aderente all'Agesci - dunque, di ispirazione cattolica - promuove domani, con il patrocinio del Comune di Recale retto da una Giunta della Casa delle Libertà a guida Udc, una "Marcia per la Pace". Dopo tante polemiche e fiumi di parole consumate sul tema, attualissimo, in un dibattito dal respiro nazionale ecco - infine - un'iniziativa patrocinata dal Centrodestra. In netta controtendenza rispetto alle posizioni filoamericane espresse dal Governo. segue

“Porfidia dice molte inesattezze”

RECALE – Non si sedano le polemiche sullo stato di salute delle casse comunali tra il sindaco Americo Porfidia e i consiglieri del gruppo dell’Ulivo. Dopo le “bacchettate” del primo cittadino a Filiberto Gianoglio, interviene, a ripristinare l’onore violato, Vincenzo Landolfo, assessore alle finanze dal novembre del 1997 al marzo del 2002.

“Non ho intenzione di difendere nessuno – avverte Landolfo – chi dice la verità ma soprattutto chi invita l’interlocutore ad un confronto pubblico non ha bisogno di essere difeso. È che quando si leggono certi articoli ci si sente presi in giro. È come ad un paziente che, sottopostosi ad una visita di controllo dal proprio medico, gli viene diagnosticato un tumore maligno e dopo qualche mese lo stesso medico gli comunica che non si trattava di un cancro, ma di un banalissimo un mal di pancia. Chi ha memoria ricorderà che a novembre Porfidia ha sbandierato a tutta la provincia di Caserta, attraverso la stampa e la televisione, uno sforamento delle spese e il non rispetto del patto di stabilità, giudicato estremamente probabile, con una conseguente riduzione dei trasferimenti statali. Non contento, ha dichiarato che la precedente amministrazione aveva fatto un bilancio di previsione fino a settembre, e che il primo ottobre non c’erano nemmeno i soldi per pagare gli stipendi. Gli abbiamo dimostrato, con i numeri e non con le chiacchiere, che i soldi per i dipendenti comunali non solo sono stati sufficienti (886.130 euro previsti nel bilancio dell’ulivo, 886.049 euro erogati al 31 dicembre), ma che le spese impegnate sono state inferiori di 1.063.107 euro rispetto alle previsioni del bilancio riequilibrato.

Oggi – ironizza Landolfo – Porfidia ha la faccia tosta di affermare che a seguito di una verifica è riuscito a capire che se non avesse ridotto le spese i cittadini avrebbero subito gravi ripercussioni. Devo cominciare a credere che il sindaco faccia “miracoli”, perché in due mesi è riuscito da un lato a risanare le casse comunali e dall’altro a spendere di più, facendo incetta di consulenti e di tecnici esterni. Ne dubito molto, ma se il primo cittadino ha a cuore il bene della comunità, invece di dire sciocchezze gli consiglio di fare tre cose urgenti: mettere tutti i recalesi sullo stesso piano, anche dal punto di vista contributivo; sforzarsi di essere realmente il sindaco di tutti; rispettare i consiglieri comunali e il mandato che hanno ricevuto dagli elettori. Se gli resta tempo, poi, potrebbe anche cominciare a tutelare i contribuenti onesti e non i soliti furbi, prendendo in considerazione tutte le interrogazioni che il gruppo dell’Ulivo gli ha indirizzato. Potrebbe cominciare dai ruoli dell’acqua del biennio 1993-1994 o dalle fatture Acsa, pagate a nostro avviso senza alcun titolo”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta, 16 febbraio 2003

Porfidia bacchetta Gianoglio
RECALE – Patto di stabilità, nomina del responsabile dell’area urbanistica e piano per gli insediamenti produttivi. Questi i temi sui quali abbiamo intervistato il sindaco Americo Porfidia.

Reo di aver fornito dichiarazioni contrastanti in relazione al patto di stabilità, Filiberto Gianoglio non ha esitato a definirla un bugiardo. Cosa risponde?

“Innanzi tutto di non aver mai rilasciato dichiarazioni contrastanti. Qualche mese fa mi limitai a prefigurare la possibilità che Recale potesse non rispettare i vincoli di spesa imposti dal Governo. E così sarebbe stato, se avessimo seguito le linee di politica economica tracciate dai nostri predecessori. Per fortuna, non appena ci insediammo i nostri tecnici ravvisarono la necessità di intraprendere un’azione di accertamento delle reali possibilità dell’ente, al termine della quale si sono accorti che se non avessimo ridotto le spese avremmo subito gravi ripercussioni, comprese quelle derivanti dal mancato rispetto del patto di stabilità. I miei timori, quindi, erano fondati. Oggi, però, grazie al nostro impegno il comune può dirsi più sano, anche se il lavoro di risanamento non è certo concluso”.

Il capogruppo dell’Ulivo ha anche disapprovato la scelta di nominare un responsabile dell’area urbanistica, giudicando la mossa dispendiosa per l’ente e mortificante per il capo dell’ufficio tecnico Vincenzo Lamberti. Intende replicare?

“Il suo disappunto mi meraviglia, se non altro perché criticando noi il consigliere Gianoglio rinnega sé stesso. Non abbiamo fatto altro che rispettare lo schema che egli ha creato da delegato al settore, quando divise le responsabilità dell’ufficio tecnico e pose a capo dell’area urbanistica il geometra Giuseppe Porfidia. Soltanto che Luigi De Rosa, un ingegnere di indubbia professionalità, sarà presente ben quattro volte a settimana e non due, a fronte di un compenso che in proporzione è minore di quello che era elargito a Porfidia”.

Sempre Gianoglio continua ad accusarla di non aver fatto nulla per impedire che la regione Campania respingesse la variante al piano di fabbricazione per l’area produttiva. Come si difende?

“Ho già dichiarato che il settore urbanistico regionale non ha concesso il visto di conformità perché alla proposta di variante era allegato un piano di fabbricazione falso. Se proprio vogliamo attribuire delle responsabilità, esse vanno al sindaco e l’assessore all’urbanistica dell’epoca, ossia ad Ovidio Gadola e a Filiberto Gianoglio, i quali avevano il dovere di controllare gli atti. Non so Gadola, ma Gianoglio conosceva il problema almeno dal dicembre del 2001 e lo ha risollevato in commissione edilizia nel febbraio scorso per bloccare un progetto. Oggi spreca tante energie ad allestire proteste di piazza, ma suo tempo non ha mosso un dito per ristabilire la verità. Il suo atteggiamento mi induce a ritenere che sia proprio lui a non volere il Pip a Recale”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta, 12 febbraio 2003

Nogaro va alla guerra. Contro la guerra
Caserta, 11/02/2003 - Venti di guerra. La crisi irachena incombe minacciosa e Raffaele Nogaro, vescovo di Caserta, reagisce con una lettera ai fedeli della Diocesi intitolata "Come sono belli i piedi del messaggero che annuncia la pace". Il verso è del profeta Isaia ed esprime il concreto, dinamico impegno – doti friulane come la terra d’origine di Nogaro - che deve animare chi si spende per la Pace. Fino a formare un cerchio d’onda sempre più largo, contagioso; che raggiunga l’obiettivo auspicato. «Sento forte l’urgenza, in questo momento storico, di predicare il Vangelo della Pace – afferma il vescovo – che è la gioiosa notizia della salvezza dell’uomo e della sua immortalità; la guerra è la distruzione della vita e la negazione della storia umana».
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L’ex primo cittadino Ovidio Gadola lancia il grido d’allarme:
“Vozza potrebbe riaccendere i forni”
da Il Giornale di Caserta, 11/02/03

RECALE – “Seppure a ritmi ridotti rispetto al passato, nello stabilimento dell’Industria calce casertana si continua a lavorare e i cittadini, soprattutto quelli che abitano a ridosso dell’opificio, hanno il diritto di sapere quali sono le reali intenzioni del sindaco Americo Porfidia e quali azioni intende intraprendere per dare corso all’ordinanza di delocalizzazione che il sottoscritto firmò nel giugno del 2001”.

Esordisce così il capogruppo consiliare di Unione Democratica Ovidio Gadola, in riferimento alla questione, purtroppo ancora aperta, del calcificio di via Appia antica.
I suoi interrogativi, peraltro formalizzati in un’interrogazione durante l’ultimo consiglio comunale, appaiono più che mai legittimi, se si pensa alla sentenza del tribunale amministrativo regionale, resa pubblica a novembre ultimo scorso. Nel respingere la sospensione dell’ordinanza sindacale richiesta da Giuseppe Vozza il collegio giudicante, presieduto da Giancarlo Coraggio, ha puntato l’indice sull’impatto ambientale e sulla non compatibilità urbanistica dello stabilimento. Nelle motivazioni si legge che l’insalubrità, quale fonte di inquinamento, è insita nella stessa natura dell’attività svolta dall’azienda, a prescindere dalla regolarità della sua posizione con le prescrizioni e le autorizzazioni del caso. Lo sviluppo dell’impianto, inoltre, inizialmente artigianale, e il crescere delle abitazioni al suo intorno a causa dell’incremento demografico, ormai rende oggettiva l’incompatibilità ambientale e con essa l’esigenza di delocalizzazione del calcificio.

Il Tar, poi, ha espresso altre due obiezioni alla sospensiva: l’esistenza di una autorizzazione di rilocazione del calcificio rilasciata dal comune di Castel Morrone e il rispetto della convenzione, con la quale il comune di Recale si impegnava a rivalutare, mediante l’adozione del piano regolatore generale, la zona di insediamento dell’impianto. E proprio su queste ultime circostanze si concentra la preoccupazione di Unione democratica. “Abbiamo il timore che Vozza possa riaccendere i forni”, confessa Gadola. “Ci risulta, infatti, che l’amministrazione comunale di Castel Morrone abbia respinto la richiesta di rilocazione dello stabilimento. Non ne parliamo dello strumento urbanistico; dopo la recente bocciatura della Regione della variante al piano di fabbricazione per l’area produttiva, medesima sorte potrebbe essere riservata al piano regolatore. Se così fosse, verrebbe meno l’impegno assunto dal nostro ente in quella convenzione e non sappiamo con quali sviluppi. Urge, quindi, un interessamento amministrativo ed un impegno politico che prescindano dagli interessi personali e di cordata, anche perché dinanzi alla salute dei cittadini non c’è rivalità che tenga.
Le nostre interrogazioni – conclude Gadola – su questo e su altri argomenti non sono altro che stimoli, affinché si realizzi il bene della collettività”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta, 11 febbraio 2003

Gianoglio attacca il primo cittadino
“Sul patto di stabilità incongruenze evidentissime”
da Il Giornale di Caserta, 09/02/03

RECALE – Sulle presunte difficoltà economico-finanziarie dell’ente incalza il gruppo consiliare dell’Ulivo. Martedì chiese di intervenire Vincenzo Landolfo, oggi è la volta di Filiberto Gianoglio. Abbiamo raccolto le sue dichiarazioni.

“I lettori ricorderanno senz’altro che il sindaco Americo Porfidia fino a qualche settimana fa si è disperato sui giornali ed in televisione, divulgando all’intera provincia l’immagine di un ente rovinato e prossimo al collasso finanziario. Il primo cittadino ha più volte dichiarato che per colpa dell’Ulivo il comune di Recale, non avendo rispettato il patto di stabilità, avrebbe subito dei tagli ai trasferimenti statali. Il consigliere Vincenzo Landolfo ed io, con dati alla mano, abbiamo sempre respinto queste accuse ed oggi possiamo fornire un’ulteriore prova della fondatezza delle nostre tesi”. Chiediamo a Gianoglio di spiegarsi meglio. “Lo scorso 4 febbraio l’organo esecutivo ha conferito l’incarico di responsabile dell’area urbanistica, della sicurezza, della manutenzione del patrimonio comunale, del territorio e della viabilità, all’ingegner Luigi De Rosa di Frignano. La nomina è stata motivata dal fatto che il responsabile dell’ufficio tecnico comunale, Vincenzo Lamberti, con più comunicazioni avrebbe dichiarato serie difficoltà ad occuparsi delle diverse problematiche inerenti alle attività urbanistiche. Lamberti, però, da quello che ci risulta, non ha mai confessato di non potersi occupare di quel settore. Le sue note, inviate a questa ma anche alla precedente amministrazione, erano semmai tese a stimolare la maggioranza a coprire in pianta organica il ruolo di geometra per garantire il perfetto funzionamento dell’ufficio nelle more dell’espletamento dei concorsi. Per giustificare l’incarico dato a De Rosa la giunta ha fatto riferimento ad un parere, con il quale il responsabile dell’area contabile ha certificato che il comune di Recale ha rispettato il patto di stabilità”.

E allora? “E allora il nostro caro sindaco è un bugiardo, perché negli show televisivi e a mezzo stampa sbraita, si dimena e prefigura catastrofi finanziarie. Quando, però, deve nominare l’ennesimo responsabile dichiara, senza remore, che il comune è sano. Ma c’è di più. Per quattro giorni a settimana di lavoro, all’ingegner De Rosa, del quale non si discutono le doti morali e professionali, verrà corrisposto un compenso mensile di quattro milioni e trecentomila lire (2.212,48 euro lordi, ndr), una retribuzione di gran lunga superiore, in proporzione, a quella che attualmente è elargita al capo dell’ufficio tecnico, compresa l’indennità di anzianità e l’indennità di funzione. Per Lamberti, dunque, una doppia umiliazione, morale e professionale: l’organo esecutivo, infatti, prima ha strumentalizzato le sue comunicazioni e poi lo ha surclassato affiancandogli un altro tecnico”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta, 9 febbraio 2003

Lo Sdi riunirà il centrosinistra
da Il Giornale di Caserta, 06/02/03

RECALE – Sono pochi ma quando si muovano fanno rumore. Parliamo dei Socialisti democratici, quel ciuffo di garofani che si riconosce nell’attività politico-amministrativa di Filiberto Gianoglio. Ed è proprio al “socialista con i baffi” che abbiamo chiesto delucidazioni.
Stiamo notando un certo fermento tra i suoi compagni di cordata. Di che si tratta?
“La cittadina è preda di un governo che in soli otto mesi è riuscito a procurare danni considerevoli. Sintomatica è stata la bocciatura della regione Campania della variante al piano di fabbricazione per l’area produttiva. E dalle poche notizie in nostro possesso pare che uguale sorte sia riservata al piano regolatore generale. Dinanzi a questo scenario e consapevoli dell’importanza che lo strumento urbanistico può avere per Recale, i Socialisti democratici hanno a
vvertito l’esigenza di intraprendere delle iniziative: per sabato 8 febbraio abbiamo invitato nella nostra sede di via Santissimo Salvatore tutti i candidati che alle amministrative si presentarono sotto il simbolo dell’Ulivo. Per sabato 15 febbraio abbiamo intenzione di riunire tutte le componenti politiche territoriali che si riconoscono nel centrosinistra, dai Democratici di sinistra alla Margherita, da Rifondazione comunista all’Udeur. E per la fine del mese vorremmo organizzare, presso l’aula consiliare, un dibattito pubblico sulla questione urbanistica. Per l’occasione inviteremo gli artigiani, le associazioni, tutte le forze politiche (dall’estrema destra all’estrema sinistra), i deputati del collegio Gaetano Pascarella, Sandro De Franciscis e Luigi Compagna, il presidente della provincia Riccardo Ventre e l’assessore regionale Marco Di Lello”.
Ci risulta che oltre a quella di Ovidio Gadola sia sbocciata un’altra Margherita. I socialisti come giudicano la presenza a Recale di due circoli?
“Se ho ben interpretato lo spirito che sottende l’iniziativa, la Margherita, e mi riferisco al movimento nazionale, ha attuato una strategia interessante che ha consentito la nascita in Terra di Lavoro di un numero straordinario di circoli tematici. I responsabili provinciali sono riusciti ad aggregare attorno ad un progetto politico serio risorse umane diverse, ma che si riconoscono nel moderatismo riformista nell’ambito del centrosinistra. L’idea di più circoli nella stessa città ha permesso di superare tutte quelle piccole divergenze presenti nei partiti politici intesi in senso classico. Se a Recale è nata un’altra realtà che si identifica nella Margherita e più in generale nell’Ulivo, noi socialisti non possiamo che essere contenti, anche perché così la battaglia contro la destra al governo diverrà più incisiva”.
Ma non crede che possano sorgere degli antagonismi tra i due cespugli?
“In politica le rivalità non sono mai produttive. Se in primavera l’Ulivo ha perso le elezione è stato anche perché sono prevalsi i contrasti personali e non tutte le anime del centrosinistra hanno sostenuto lo stesso progetto. Non esistono, però, problemi insormontabili. La dialettica, anche quella conflittuale, interna ad un partito e nell’ambito di uno schieramento non va certo stigmatizzata, purché vi sia la capacità di smussarla quando bisogna contrastare un avversario comune. Se è possibile la convivenza tra moderati e progressisti, e i socialisti stanno lavorando per favorirla, figuriamoci tra moderati animati dagli stessi ideali”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta, 6 febbraio 2003

Sul buco, responsabilità del passato
da Il Giornale di Caserta, 04/02/03

RECALE – Anno nuovo, vecchie polemiche. A Recale riaffiora la questione del buco di bilancio. A riportarla in auge sono i Democratici di sinistra, i quali domenica mattina erano in piazza Giacomo Matteotti ad ironizzare sul disastro finanziario, a sentir loro tanto drammatico quanto irreale, paventato dal governo cittadino.

“Il sindaco Americo Porfidia e i signori della maggioranza – ha dichiarato Vincenzo Landolfo – si disperavano sui giornali ed in televisione, divulgando l’immagine di un ente rovinato e prossimo al collasso finanziario. Hanno accusato l’amministrazione dell’Ulivo di averli lasciati senza neanche i soldi per gli stipendi ai dipendenti comunali. Ebbene, il 2002 si è concluso, il collasso non c’è stato e gli impiegati sono stati pagati. La spesa dai noi prevista per l’organico era di 886.130 euro e la spessa sostenuta fino al 31 dicembre è stata di 886.049 euro. A dispetto, poi, delle accuse rivolte al centrosinistra e nonostante i costi per la nutrita schiera di consulenti chiamati a soccorso, l’amministrazione oggi si ritrova con due miliardi di vecchie lire non spesi. Dalla situazione finanziaria risulta impegnato un milione di euro in meno di quanto previsto nello strumento contabile assestato. Il nostro bilancio, quindi, contemplava con estrema precisione non solo le risorse necessarie al personale, ma anche quelle per fronteggiare tutte le necessità del comune”.

Abbiamo chiesto a Landolfo perché la maggioranza ha sostenuto che lo stato di “salute” dell’ente non fosse dei migliori. “Sollevando un polverone, forse speravano di nascondere il vero pericolo che minaccia le casse comunali: i debiti fuori bilancio derivati da sentenze passate in giudicato che condannano l’ente a pagare circa 400.000 euro per delle inadempienze commesse anni fa dalle stesse persone che oggi ci governano. Per sfuggire alle responsabilità del passato, contro il parere del collegio dei revisori dei conti, hanno tentato di camuffare in un’unica delibera di riequilibrio quei debiti che, al contrario, andavano riconosciuti singolarmente, accompagnati da una relazione dettagliata che avrebbe individuato le responsabilità patrimoniali dei singoli amministratori. Una manovra astuta, che non servirà, tuttavia, a celare quelle magagne che il gruppo consiliare dell’Ulivo ha segnalato alla corte dei conti. In Italia la giustizia sarà anche lenta, ma i giudici hanno buona memoria”.

I democratici di sinistra hanno anche contestato la lettera, con la quale il primo cittadino ha invitato, non imposto, i consiglieri comunali ad attenersi agli orari di apertura al pubblico degli uffici comunali nell’espletare il loro mandato. “Quella nota – ha concluso Landolfo – dimostra quanto poco rispetto Porfidia abbia del diritto-dovere di controllo dell’attività amministrativa riservato ai consiglieri comunali”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta, 4 febbraio 2003


La Sinistra Ecologista contro la guerra in Iraq
Comunicato stampa della Sinistra Ecologista di Caserta in merito alla manifestazione promossa dal Tavolo per la pace contro la guerra in Iraq.

La sinistra ecologista propone la piattaforma di adesione alla manifestazione promossa dal Tavolo per la pace contro la guerra in Iraq per il 15 febbraio a Roma. La piattaforma riprende l'ordine del giorno discusso e approvato al comitato promotore nazionale. Per la nostra partecipazione appena sarà stabilito il percorso daremo tutti i dettagli.
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domenica 2 Febbraio ore 10,30
NAPOLI, MOSTRA D'OLTREMARE

MANIFESTAZIONE REGIONALE
Antonio BASSOLINO
Piero FASSINO


incontro della Fondazione Di Vittorio sulla comunicazione
Ferriccio Sansa, La Repubblica 8/2/03


ROMA - Cofferati lancia il suo manifesto mediatico. E spiega come sfidare Berlusconi e comunicare con gli italiani senza avere il monopolio dei mezzi di informazione tradizionali: «Bisogna creare un tessuto di comunicazione alternativo. Bisogna utilizzare televisioni e giornali locali, Internet», sostiene Cofferati. Ma non solo: «Le persone hanno bisogno di vederti, di sentirti, di toccarti. Stringere quattro milioni di mani è più complicato che dire la tua opinione a quattro milioni di telespettatori in un minuto, ma la televisione da sola non basta». Insomma, la fisicità contro la virtualità. E la sala del teatro Argentina a Roma parte con un lungo applauso. Quasi come quando il Cinese - il tono della voce più fermo, per scandire bene le singole parole - lancia un allarme: «Sono preoccupato dell´assottigliamento del tessuto connettivo della nostra democrazia. C´è uno svuotamento della Costituzione, preoccupante. Informazione, scuola, cultura, giustizia, tutela delle persone e forme di rappresentanza... dietro ognuno di questi temi ci sono degli articoli della Costituzione che non si mettono apertamente in discussione, ma si aggirano. Si svuotano».
È il primo incontro romano con le conferenze della Fondazione Di Vittorio, di cui Cofferati è presidente. Appuntamento almeno una volta al mese: il lunedì a Milano, il venerdì nella Capitale. Ieri il teatro Argentina era pieno: grande silenzio, una bandiera pacifista, Giovanni Berlinguer, Vita, Falomi e Mussi tra il pubblico. L´argomento era "Democrazia, diritti: il nodo dell´informazione". A parlarne c´erano anche Eugenio Scalfari, Umberto Eco, Gad Lerner e Alberto Asor Rosa.
Un tessuto di comunicazione alternativo, è proprio Eco a introdurre l´idea: «Ma come hanno fatto quelli dei Girotondi a portare in piazza quello sfracello di persone senza che i mezzi di informazione parlassero di loro? Sta nascendo una nuova rete di comunicazione».
Eco racconta il futuro, anche vicino. Ma il presente appare diverso: «Berlusconi ha il monopolio delle televisioni e un potere enorme nel cinema e nell´editoria. E in tutta l´informazione, nonostante lui si ostini a dire che i giornalisti sono suoi nemici», è la fotografia di Eugenio Scalfari, che poi punta il dito su un altro pericolo per il pluralismo: «C´è il rischio grave di una omogeneizzazione dei prodotti che potrebbe far sparire soprattutto le voci indipendenti».
Si parla di informazione, di attualità. Di guerra, quindi: «Chi non canta nel coro rischia di essere oscurato o peggio di vedere deformato quello che dice. Questo modo di agire, di informare, potrebbe essere trasportato nell´ambito della guerra», è il timore di Cofferati. E il discorso va alla manifestazione pacifista del 15 febbraio: «Devo ringraziare la Rai che ha rifiutato la diretta televisiva - provoca Gad Lerner - perché La7 trasmettendo la manifestazione aumenterà i suoi ascolti».



 

 

Landolfo: "Porfidia dice molte inesattezze"
da "il Giornale di Caserta"

Porfidia bacchetta Gianoglio
da "il Giornale di Caserta"

Gadola lancia l'allarme per la calcara
da "il Giornale di Caserta"

Sul "Patto di stabilità" incongruenze evidentissime
da "il Giornale di Caserta"

Lo Sdi riunirà il centrosinistra
da "il Giornale di Caserta"

Sul "buco" responsabilita' del passato
da "il Giornale di Caserta"

Caserta: la Sinistra ecologista contro la guerra in Iraq
da "CASERTANEWS"

Incontro sulla comunicazione alla Fondazione "Di Vittorio"
da "La Repubblica"

 

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l'appello di "Libertà e Giustizia"
 

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