| Patrocinio
"controtendenza" per la Marcia degli scout
SILVESTRO
MONTANARO da "Il Mattino" 21
febbraio 2003
In
occasione della 77° Giornata Mondiale del Pensiero, il
Gruppo Scout "Recale 1" aderente all'Agesci
- dunque, di ispirazione cattolica - promuove domani, con
il patrocinio del Comune di Recale retto da una Giunta della
Casa delle Libertà a guida Udc, una "Marcia
per la Pace". Dopo tante polemiche e fiumi di parole
consumate sul tema, attualissimo, in un dibattito dal respiro
nazionale ecco - infine - un'iniziativa patrocinata dal Centrodestra.
In netta controtendenza rispetto alle posizioni filoamericane
espresse dal Governo. segue
Porfidia
dice molte inesattezze
RECALE
Non si sedano le polemiche sullo stato di salute delle
casse comunali tra il sindaco Americo Porfidia e i consiglieri
del gruppo dellUlivo. Dopo le bacchettate
del primo cittadino a Filiberto Gianoglio, interviene, a ripristinare
lonore violato, Vincenzo Landolfo, assessore alle finanze
dal novembre del 1997 al marzo del 2002.
Non
ho intenzione di difendere nessuno avverte Landolfo
chi dice la verità ma soprattutto chi invita
linterlocutore ad un confronto pubblico non ha bisogno
di essere difeso. È che quando si leggono certi articoli
ci si sente presi in giro. È come ad un paziente che,
sottopostosi ad una visita di controllo dal proprio medico,
gli viene diagnosticato un tumore maligno e dopo qualche mese
lo stesso medico gli comunica che non si trattava di un cancro,
ma di un banalissimo un mal di pancia. Chi ha memoria ricorderà
che a novembre Porfidia ha sbandierato a tutta la provincia
di Caserta, attraverso la stampa e la televisione, uno sforamento
delle spese e il non rispetto del patto di stabilità,
giudicato estremamente probabile, con una conseguente riduzione
dei trasferimenti statali. Non contento, ha dichiarato che
la precedente amministrazione aveva fatto un bilancio di previsione
fino a settembre, e che il primo ottobre non cerano
nemmeno i soldi per pagare gli stipendi. Gli abbiamo dimostrato,
con i numeri e non con le chiacchiere, che i soldi per i dipendenti
comunali non solo sono stati sufficienti (886.130 euro previsti
nel bilancio dellulivo, 886.049 euro erogati al 31 dicembre),
ma che le spese impegnate sono state inferiori di 1.063.107
euro rispetto alle previsioni del bilancio riequilibrato.
Oggi
ironizza Landolfo Porfidia ha la faccia tosta
di affermare che a seguito di una verifica è riuscito
a capire che se non avesse ridotto le spese i cittadini avrebbero
subito gravi ripercussioni. Devo cominciare a credere che
il sindaco faccia miracoli, perché in due
mesi è riuscito da un lato a risanare le casse comunali
e dallaltro a spendere di più, facendo incetta
di consulenti e di tecnici esterni. Ne dubito molto, ma se
il primo cittadino ha a cuore il bene della comunità,
invece di dire sciocchezze gli consiglio di fare tre cose
urgenti: mettere tutti i recalesi sullo stesso piano, anche
dal punto di vista contributivo; sforzarsi di essere realmente
il sindaco di tutti; rispettare i consiglieri comunali e il
mandato che hanno ricevuto dagli elettori. Se gli resta tempo,
poi, potrebbe anche cominciare a tutelare i contribuenti onesti
e non i soliti furbi, prendendo in considerazione tutte le
interrogazioni che il gruppo dellUlivo gli ha indirizzato.
Potrebbe cominciare dai ruoli dellacqua del biennio
1993-1994 o dalle fatture Acsa, pagate a nostro avviso senza
alcun titolo.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta, 16 febbraio 2003
Porfidia
bacchetta Gianoglio
RECALE Patto di stabilità,
nomina del responsabile dellarea urbanistica e piano
per gli insediamenti produttivi. Questi i temi sui quali abbiamo
intervistato il sindaco Americo Porfidia.
Reo
di aver fornito dichiarazioni contrastanti in relazione al
patto di stabilità, Filiberto Gianoglio non ha esitato
a definirla un bugiardo. Cosa risponde?
Innanzi
tutto di non aver mai rilasciato dichiarazioni contrastanti.
Qualche mese fa mi limitai a prefigurare la possibilità
che Recale potesse non rispettare i vincoli di spesa imposti
dal Governo. E così sarebbe stato, se avessimo seguito
le linee di politica economica tracciate dai nostri predecessori.
Per fortuna, non appena ci insediammo i nostri tecnici ravvisarono
la necessità di intraprendere unazione di accertamento
delle reali possibilità dellente, al termine
della quale si sono accorti che se non avessimo ridotto le
spese avremmo subito gravi ripercussioni, comprese quelle
derivanti dal mancato rispetto del patto di stabilità.
I miei timori, quindi, erano fondati. Oggi, però, grazie
al nostro impegno il comune può dirsi più sano,
anche se il lavoro di risanamento non è certo concluso.
Il
capogruppo dellUlivo ha anche disapprovato la scelta
di nominare un responsabile dellarea urbanistica, giudicando
la mossa dispendiosa per lente e mortificante per il
capo dellufficio tecnico Vincenzo Lamberti. Intende
replicare?
Il
suo disappunto mi meraviglia, se non altro perché criticando
noi il consigliere Gianoglio rinnega sé stesso. Non
abbiamo fatto altro che rispettare lo schema che egli ha creato
da delegato al settore, quando divise le responsabilità
dellufficio tecnico e pose a capo dellarea urbanistica
il geometra Giuseppe Porfidia. Soltanto che Luigi De Rosa,
un ingegnere di indubbia professionalità, sarà
presente ben quattro volte a settimana e non due, a fronte
di un compenso che in proporzione è minore di quello
che era elargito a Porfidia.
Sempre
Gianoglio continua ad accusarla di non aver fatto nulla per
impedire che la regione Campania respingesse la variante al
piano di fabbricazione per larea produttiva. Come si
difende?
Ho
già dichiarato che il settore urbanistico regionale
non ha concesso il visto di conformità perché
alla proposta di variante era allegato un piano di fabbricazione
falso. Se proprio vogliamo attribuire delle responsabilità,
esse vanno al sindaco e lassessore allurbanistica
dellepoca, ossia ad Ovidio Gadola e a Filiberto Gianoglio,
i quali avevano il dovere di controllare gli atti. Non so
Gadola, ma Gianoglio conosceva il problema almeno dal dicembre
del 2001 e lo ha risollevato in commissione edilizia nel febbraio
scorso per bloccare un progetto. Oggi spreca tante energie
ad allestire proteste di piazza, ma suo tempo non ha mosso
un dito per ristabilire la verità. Il suo atteggiamento
mi induce a ritenere che sia proprio lui a non volere il Pip
a Recale.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta, 12 febbraio 2003
Nogaro
va alla guerra. Contro la guerra
Caserta, 11/02/2003
- Venti di guerra. La crisi irachena incombe minacciosa e
Raffaele Nogaro, vescovo di Caserta, reagisce con una lettera
ai fedeli della Diocesi intitolata "Come sono belli i
piedi del messaggero che annuncia la pace". Il verso
è del profeta Isaia ed esprime il concreto, dinamico
impegno doti friulane come la terra dorigine
di Nogaro - che deve animare chi si spende per la Pace. Fino
a formare un cerchio donda sempre più largo,
contagioso; che raggiunga lobiettivo auspicato. «Sento
forte lurgenza, in questo momento storico, di predicare
il Vangelo della Pace afferma il vescovo che
è la gioiosa notizia della salvezza delluomo
e della sua immortalità; la guerra è la distruzione
della vita e la negazione della storia umana».
segue
su CASERTANEWS
Lex
primo cittadino Ovidio Gadola lancia il grido dallarme:
Vozza
potrebbe riaccendere i forni
da
Il Giornale di Caserta, 11/02/03
RECALE
Seppure a ritmi ridotti rispetto al passato,
nello stabilimento dellIndustria calce casertana si
continua a lavorare e i cittadini, soprattutto quelli che
abitano a ridosso dellopificio, hanno il diritto di
sapere quali sono le reali intenzioni del sindaco Americo
Porfidia e quali azioni intende intraprendere per dare corso
allordinanza di delocalizzazione che il sottoscritto
firmò nel giugno del 2001.
Esordisce
così il capogruppo consiliare di Unione Democratica
Ovidio Gadola, in riferimento alla questione, purtroppo ancora
aperta, del calcificio di via Appia antica.
I suoi interrogativi, peraltro formalizzati in uninterrogazione
durante lultimo consiglio comunale, appaiono più
che mai legittimi, se si pensa alla sentenza del tribunale
amministrativo regionale, resa pubblica a novembre ultimo
scorso. Nel respingere la sospensione dellordinanza
sindacale richiesta da Giuseppe Vozza il collegio giudicante,
presieduto da Giancarlo Coraggio, ha puntato lindice
sullimpatto ambientale e sulla non compatibilità
urbanistica dello stabilimento. Nelle motivazioni si legge
che linsalubrità, quale fonte di inquinamento,
è insita nella stessa natura dellattività
svolta dallazienda, a prescindere dalla regolarità
della sua posizione con le prescrizioni e le autorizzazioni
del caso. Lo sviluppo dellimpianto, inoltre, inizialmente
artigianale, e il crescere delle abitazioni al suo intorno
a causa dellincremento demografico, ormai rende oggettiva
lincompatibilità ambientale e con essa lesigenza
di delocalizzazione del calcificio.
Il
Tar, poi, ha espresso altre due obiezioni alla sospensiva:
lesistenza di una autorizzazione di rilocazione del
calcificio rilasciata dal comune di Castel Morrone e il rispetto
della convenzione, con la quale il comune di Recale si impegnava
a rivalutare, mediante ladozione del piano regolatore
generale, la zona di insediamento dellimpianto. E proprio
su queste ultime circostanze si concentra la preoccupazione
di Unione democratica. Abbiamo il timore che Vozza possa
riaccendere i forni, confessa Gadola. Ci risulta,
infatti, che lamministrazione comunale di Castel Morrone
abbia respinto la richiesta di rilocazione dello stabilimento.
Non ne parliamo dello strumento urbanistico; dopo la recente
bocciatura della Regione della variante al piano di fabbricazione
per larea produttiva, medesima sorte potrebbe essere
riservata al piano regolatore. Se così fosse, verrebbe
meno limpegno assunto dal nostro ente in quella convenzione
e non sappiamo con quali sviluppi. Urge, quindi, un interessamento
amministrativo ed un impegno politico che prescindano dagli
interessi personali e di cordata, anche perché dinanzi
alla salute dei cittadini non cè rivalità
che tenga.
Le nostre interrogazioni conclude Gadola su
questo e su altri argomenti non sono altro che stimoli, affinché
si realizzi il bene della collettività.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta, 11 febbraio 2003
Gianoglio
attacca il primo cittadino
Sul patto di stabilità
incongruenze evidentissime
da
Il Giornale di Caserta, 09/02/03
RECALE
Sulle presunte difficoltà economico-finanziarie
dellente incalza il gruppo consiliare dellUlivo.
Martedì chiese di intervenire Vincenzo Landolfo, oggi
è la volta di Filiberto Gianoglio. Abbiamo raccolto
le sue dichiarazioni.
I
lettori ricorderanno senzaltro che il sindaco Americo
Porfidia fino a qualche settimana fa si è disperato
sui giornali ed in televisione, divulgando allintera
provincia limmagine di un ente rovinato e prossimo al
collasso finanziario. Il primo cittadino ha più volte
dichiarato che per colpa dellUlivo il comune di Recale,
non avendo rispettato il patto di stabilità, avrebbe
subito dei tagli ai trasferimenti statali. Il consigliere
Vincenzo Landolfo ed io, con dati alla mano, abbiamo sempre
respinto queste accuse ed oggi possiamo fornire unulteriore
prova della fondatezza delle nostre tesi. Chiediamo
a Gianoglio di spiegarsi meglio. Lo scorso 4 febbraio
lorgano esecutivo ha conferito lincarico di responsabile
dellarea urbanistica, della sicurezza, della manutenzione
del patrimonio comunale, del territorio e della viabilità,
allingegner Luigi De Rosa di Frignano. La nomina è
stata motivata dal fatto che il responsabile dellufficio
tecnico comunale, Vincenzo Lamberti, con più comunicazioni
avrebbe dichiarato serie difficoltà ad occuparsi delle
diverse problematiche inerenti alle attività urbanistiche.
Lamberti, però, da quello che ci risulta, non ha mai
confessato di non potersi occupare di quel settore. Le sue
note, inviate a questa ma anche alla precedente amministrazione,
erano semmai tese a stimolare la maggioranza a coprire in
pianta organica il ruolo di geometra per garantire il perfetto
funzionamento dellufficio nelle more dellespletamento
dei concorsi. Per giustificare lincarico dato a De Rosa
la giunta ha fatto riferimento ad un parere, con il quale
il responsabile dellarea contabile ha certificato che
il comune di Recale ha rispettato il patto di stabilità.
E
allora? E allora il nostro caro sindaco è un
bugiardo, perché negli show televisivi e a mezzo stampa
sbraita, si dimena e prefigura catastrofi finanziarie. Quando,
però, deve nominare lennesimo responsabile dichiara,
senza remore, che il comune è sano. Ma cè
di più. Per quattro giorni a settimana di lavoro, allingegner
De Rosa, del quale non si discutono le doti morali e professionali,
verrà corrisposto un compenso mensile di quattro milioni
e trecentomila lire (2.212,48 euro lordi, ndr), una retribuzione
di gran lunga superiore, in proporzione, a quella che attualmente
è elargita al capo dellufficio tecnico, compresa
lindennità di anzianità e lindennità
di funzione. Per Lamberti, dunque, una doppia umiliazione,
morale e professionale: lorgano esecutivo, infatti,
prima ha strumentalizzato le sue comunicazioni e poi lo ha
surclassato affiancandogli un altro tecnico.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta, 9 febbraio 2003
Lo
Sdi riunirà il centrosinistra
da
Il Giornale di Caserta, 06/02/03
RECALE
Sono pochi ma quando si muovano fanno rumore. Parliamo
dei Socialisti democratici, quel ciuffo di garofani che si
riconosce nellattività politico-amministrativa
di Filiberto Gianoglio. Ed è proprio al socialista
con i baffi che abbiamo chiesto delucidazioni.
Stiamo
notando un certo fermento tra i suoi compagni di cordata.
Di che si tratta?
La cittadina è preda di un governo che in soli
otto mesi è riuscito a procurare danni considerevoli.
Sintomatica è stata la bocciatura della regione Campania
della variante al piano di fabbricazione per larea produttiva.
E dalle poche notizie in nostro possesso pare che uguale sorte
sia riservata al piano regolatore generale. Dinanzi a questo
scenario e consapevoli dellimportanza che lo strumento
urbanistico può avere per Recale, i Socialisti democratici
hanno avvertito
lesigenza di intraprendere delle iniziative: per sabato
8 febbraio abbiamo invitato nella nostra sede di via Santissimo
Salvatore tutti i candidati che alle amministrative si presentarono
sotto il simbolo dellUlivo. Per sabato 15 febbraio abbiamo
intenzione di riunire tutte le componenti politiche territoriali
che si riconoscono nel centrosinistra, dai Democratici di
sinistra alla Margherita, da Rifondazione comunista allUdeur.
E per la fine del mese vorremmo organizzare, presso laula
consiliare, un dibattito pubblico sulla questione urbanistica.
Per loccasione inviteremo gli artigiani, le associazioni,
tutte le forze politiche (dallestrema destra allestrema
sinistra), i deputati del collegio Gaetano Pascarella, Sandro
De Franciscis e Luigi Compagna, il presidente della provincia
Riccardo Ventre e lassessore regionale Marco Di Lello.
Ci risulta che oltre a quella di Ovidio Gadola sia sbocciata
unaltra Margherita. I socialisti come giudicano la presenza
a Recale di due circoli?
Se ho ben interpretato lo spirito che sottende liniziativa,
la Margherita, e mi riferisco al movimento nazionale, ha attuato
una strategia interessante che ha consentito la nascita in
Terra di Lavoro di un numero straordinario di circoli tematici.
I responsabili provinciali sono riusciti ad aggregare attorno
ad un progetto politico serio risorse umane diverse, ma che
si riconoscono nel moderatismo riformista nellambito
del centrosinistra. Lidea di più circoli nella
stessa città ha permesso di superare tutte quelle piccole
divergenze presenti nei partiti politici intesi in senso classico.
Se a Recale è nata unaltra realtà che
si identifica nella Margherita e più in generale nellUlivo,
noi socialisti non possiamo che essere contenti, anche perché
così la battaglia contro la destra al governo diverrà
più incisiva.
Ma
non crede che possano sorgere degli antagonismi tra i due
cespugli?
In
politica le rivalità non sono mai produttive. Se in
primavera lUlivo ha perso le elezione è stato
anche perché sono prevalsi i contrasti personali e
non tutte le anime del centrosinistra hanno sostenuto lo stesso
progetto. Non esistono, però, problemi insormontabili.
La dialettica, anche quella conflittuale, interna ad un partito
e nellambito di uno schieramento non va certo stigmatizzata,
purché vi sia la capacità di smussarla quando
bisogna contrastare un avversario comune. Se è possibile
la convivenza tra moderati e progressisti, e i socialisti
stanno lavorando per favorirla, figuriamoci tra moderati animati
dagli stessi ideali.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta, 6 febbraio 2003
Sul
buco, responsabilità del passato
da
Il Giornale di Caserta, 04/02/03
RECALE
Anno nuovo, vecchie polemiche. A Recale riaffiora la
questione del buco di bilancio. A riportarla in auge sono
i Democratici di sinistra, i quali domenica mattina erano
in piazza Giacomo Matteotti ad ironizzare sul disastro finanziario,
a sentir loro tanto drammatico quanto irreale, paventato dal
governo cittadino.
Il
sindaco Americo Porfidia e i signori della maggioranza
ha dichiarato Vincenzo Landolfo si disperavano sui
giornali ed in televisione, divulgando limmagine di
un ente rovinato e prossimo al collasso finanziario. Hanno
accusato lamministrazione dellUlivo di averli
lasciati senza neanche i soldi per gli stipendi ai dipendenti
comunali. Ebbene, il 2002 si è concluso, il collasso
non cè stato e gli impiegati sono stati pagati.
La spesa dai noi prevista per lorganico era di 886.130
euro e la spessa sostenuta fino al 31 dicembre è stata
di 886.049 euro. A dispetto, poi, delle accuse rivolte al
centrosinistra e nonostante i costi per la nutrita schiera
di consulenti chiamati a soccorso, lamministrazione
oggi si ritrova con due miliardi di vecchie lire non spesi.
Dalla situazione finanziaria risulta impegnato un milione
di euro in meno di quanto previsto nello strumento contabile
assestato. Il nostro bilancio, quindi, contemplava con estrema
precisione non solo le risorse necessarie al personale, ma
anche quelle per fronteggiare tutte le necessità del
comune.
Abbiamo
chiesto a Landolfo perché la maggioranza ha sostenuto
che lo stato di salute dellente non fosse
dei migliori. Sollevando un polverone, forse speravano
di nascondere il vero pericolo che minaccia le casse comunali:
i debiti fuori bilancio derivati da sentenze passate in giudicato
che condannano lente a pagare circa 400.000 euro per
delle inadempienze commesse anni fa dalle stesse persone che
oggi ci governano. Per sfuggire alle responsabilità
del passato, contro il parere del collegio dei revisori dei
conti, hanno tentato di camuffare in ununica delibera
di riequilibrio quei debiti che, al contrario, andavano riconosciuti
singolarmente, accompagnati da una relazione dettagliata che
avrebbe individuato le responsabilità patrimoniali
dei singoli amministratori. Una manovra astuta, che non servirà,
tuttavia, a celare quelle magagne che il gruppo consiliare
dellUlivo ha segnalato alla corte dei conti. In Italia
la giustizia sarà anche lenta, ma i giudici hanno buona
memoria.
I
democratici di sinistra hanno anche contestato la lettera,
con la quale il primo cittadino ha invitato, non imposto,
i consiglieri comunali ad attenersi agli orari di apertura
al pubblico degli uffici comunali nellespletare il loro
mandato. Quella nota ha concluso Landolfo
dimostra quanto poco rispetto Porfidia abbia del diritto-dovere
di controllo dellattività amministrativa riservato
ai consiglieri comunali.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta, 4 febbraio 2003
La
Sinistra Ecologista contro la guerra in Iraq
Comunicato
stampa della Sinistra Ecologista di Caserta in merito alla
manifestazione promossa dal Tavolo per la pace contro la guerra
in Iraq.
La
sinistra ecologista propone la piattaforma di adesione alla
manifestazione promossa dal Tavolo per la pace contro la guerra
in Iraq per il 15 febbraio a Roma. La piattaforma riprende
l'ordine del giorno discusso e approvato al comitato promotore
nazionale. Per la nostra partecipazione appena sarà
stabilito il percorso daremo tutti i dettagli.
segue
su CASERTANEWS
domenica
2 Febbraio ore 10,30
NAPOLI, MOSTRA D'OLTREMARE
MANIFESTAZIONE REGIONALE
Antonio BASSOLINO
Piero FASSINO
incontro
della Fondazione Di Vittorio sulla comunicazione
Ferriccio Sansa, La Repubblica 8/2/03
ROMA
- Cofferati lancia il suo manifesto mediatico. E spiega come
sfidare Berlusconi e comunicare con gli italiani senza avere
il monopolio dei mezzi di informazione tradizionali: «Bisogna
creare un tessuto di comunicazione alternativo. Bisogna utilizzare
televisioni e giornali locali, Internet», sostiene Cofferati.
Ma non solo: «Le persone hanno bisogno di vederti, di
sentirti, di toccarti. Stringere quattro milioni di mani è
più complicato che dire la tua opinione a quattro milioni
di telespettatori in un minuto, ma la televisione da sola
non basta». Insomma, la fisicità contro la virtualità.
E la sala del teatro Argentina a Roma parte con un lungo applauso.
Quasi come quando il Cinese - il tono della voce più
fermo, per scandire bene le singole parole - lancia un allarme:
«Sono preoccupato dell´assottigliamento del tessuto
connettivo della nostra democrazia. C´è uno svuotamento
della Costituzione, preoccupante. Informazione, scuola, cultura,
giustizia, tutela delle persone e forme di rappresentanza...
dietro ognuno di questi temi ci sono degli articoli della
Costituzione che non si mettono apertamente in discussione,
ma si aggirano. Si svuotano».
È il primo incontro romano con le conferenze della
Fondazione Di Vittorio, di cui Cofferati è presidente.
Appuntamento almeno una volta al mese: il lunedì a
Milano, il venerdì nella Capitale. Ieri il teatro Argentina
era pieno: grande silenzio, una bandiera pacifista, Giovanni
Berlinguer, Vita, Falomi e Mussi tra il pubblico. L´argomento
era "Democrazia, diritti: il nodo dell´informazione".
A parlarne c´erano anche Eugenio Scalfari, Umberto Eco,
Gad Lerner e Alberto Asor Rosa.
Un tessuto di comunicazione alternativo, è proprio
Eco a introdurre l´idea: «Ma come hanno fatto
quelli dei Girotondi a portare in piazza quello sfracello
di persone senza che i mezzi di informazione parlassero di
loro? Sta nascendo una nuova rete di comunicazione».
Eco racconta il futuro, anche vicino. Ma il presente appare
diverso: «Berlusconi ha il monopolio delle televisioni
e un potere enorme nel cinema e nell´editoria. E in
tutta l´informazione, nonostante lui si ostini a dire
che i giornalisti sono suoi nemici», è la fotografia
di Eugenio Scalfari, che poi punta il dito su un altro pericolo
per il pluralismo: «C´è il rischio grave
di una omogeneizzazione dei prodotti che potrebbe far sparire
soprattutto le voci indipendenti».
Si parla di informazione, di attualità. Di guerra,
quindi: «Chi non canta nel coro rischia di essere oscurato
o peggio di vedere deformato quello che dice. Questo modo
di agire, di informare, potrebbe essere trasportato nell´ambito
della guerra», è il timore di Cofferati. E il
discorso va alla manifestazione pacifista del 15 febbraio:
«Devo ringraziare la Rai che ha rifiutato la diretta
televisiva - provoca Gad Lerner - perché La7 trasmettendo
la manifestazione aumenterà i suoi ascolti».
|
|