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UN'ANTENNA A RECALE | ELETTROSMOG | GASPARRI ADDIO  | ANTENNE D'ITALIA

 

 

Sui tetti di un palazzo nel centro di Recale svettano le antenne di una stazione radio-base per la telefonia mobile appena installata per conto del gestore Vodaphone; a qualche decina di metri di distanza, i ragazzi della Scuola Media “Giovanni XXIII” trascorrono gran parte della loro giornata.

 

Il mondo scientifico attualmente esprime pareri discordanti circa gli effetti sulla salute di un'esposizione prolungata alle emissioni elettromagnetiche. Questa incertezza è tuttaltro che rassicurante: dobbiamo ricordare che c'è voluto oltre mezzo secolo ed un numero incalcolabile di morti prima che si accertasse la terribile nocività dell'amianto?
In ogni caso, nessuno sarebbe disposto a tollerare che la risposta a questo interrogativo venisse trovata a spese dei propri figli.


L'amministrazione comunale di Recale in questi giorni ha diffuso un comunicato sulla questione. Non condividiamo il violento attacco alla passata amministrazione Gadola, cui va quantomeno riconosciuto di aver respinto la richiesta di concessione edilizia per l'impianto. Comunque ci sembra positivo che l'amministrazione abbia ben compreso il rischio cui ci espone l'installazione dell'impianto radio-base in un punto così delicato del tessuto urbano. Ne prendiamo atto con soddisfazione.
Quando sono in gioco la salute e la sicurezza dei cittadini - e dei giovani in primo luogo - non c'è spazio per polemiche politiche: occorrono risultati.


La sentenza della Corte Costituzionale n. 303 del 25 settembre 2003 restituisce agli enti locali quei poteri di gestione del territorio che il cosiddetto “decreto salvantenne” (dlg 198/2002) aveva illegittimamente cancellato. Spetta dunque alle Regioni ed ai Comuni la determinazione degli «obiettivi di qualità in materia di inquinamento elettromagnetico», definiti dalla legge-quadro 36/2001 come «criteri localizzativi, standard urbanistici, prescrizioni e incentivazioni per l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili».

 

La discussione delle misure da adottare per proteggere la salute di tutti noi non può restare chiusa tra le mura del Palazzo comunale. Chiediamo che all’elaborazione del Regolamento Comunale sulle emissioni elettromagnetiche possano partecipare tutti i cittadini, tutte le loro associazioni (a cominciare da A.R.I.A. che da anni si batte per il risanamento ambientale), gli Organismi scolastici, le forze politiche di maggioranza e di opposizione.


Con la partecipazione attiva delle sue forze migliori, Recale potrà riappropriarsi del diritto di gestire il proprio territorio e sanare le illegittimità consentite da un Decreto legge che è stato dichiarato incostituzionale.

 

 

I FATTI

13 dicembre 2001

viene presentata all’Ufficio Tecnico del Comune di Recale una richiesta di installare una stazione radio-base per telefonia cellulare per conto del gestore Vodaphone-Omnitel sui tetti della proprietà Mastroianni, al n. 29 di via Roma.

7 marzo 2002

valutata la documentazione integrativa fornita dal gestore su richiesta dell’Ufficio Tecnico, il Comune nega la concessione edilizia all’impianto.

9 maggio 2002

la società Omnitel Pronto Italia SpA inoltra un ricorso al TAR contro il provvedimento del Comune

7 agosto 2002

il TAR Campania (ord. 3894/2002) “accoglie la suindicata domanda incidentale di sospensione” come richiesto da Omnitel

ottobre 2003

l’impianto viene installato

 

La lettera dei Gruppi Consiliari di opposizione
al Preside e al Consiglio d'istituto
della Scuola media "Giovanni XXIII"